Avvocato Matrimonialista: quando serve?

Avvocato Matrimonialista Roma
Avvocato Matrimonialista

L’avvocato divorzista, definito anche avvocato matrimonialista o avvocato familiarista, è quel professionista che si occupa, in via prevalente anche se non necessariamente esclusiva, di quella materia che viene denominata “diritto di famiglia”, per intenderci, a titolo esemplificativo: separazioni; divorzi; accordi di convivenza e modifiche di condizioni di separazione; questioni connesse al rapporto tra genitori e figli; adozioni; sottrazioni di minori ecc.

Ci si può rivolgere ad un avvocato matrimonialista non solo nei casi in cui si voglia porre fine al matrimonio o ad una convivenza, ma anche per conoscere quali siano i propri diritti ed i propri doveri nell’ambito di un’unione e nel rapporto con i propri figli, e quali possibilità offre l’ordinamento a tutela della famiglia.


Avvocato Matrimonialista. Come scegliere il professionista giusto?

Tanto il termine avvocato divorzista quanto avvocato matrimonialista vengono ad essere utilizzati al fine di indicare la figura professionale di un avvocato che svolge prevalentemente la propria attività forense in quello che è definito diritto di famiglia e diritto minorile.

Di fatto, non vi è una incontroversa, oltre che evidente, definizione per questi due termini che siamo soliti frequentemente utilizzare. Di conseguenza, è assai difficile andare ad identificare quelle che possono essere sostanziali differenze.

Non per nulla, se quel che è noto come avvocato matrimonialista è il professionista che è competente per tutto ciò che verte sia i diritti e sia i doveri derivanti dal matrimonio, l’avvocato divorzista è il professionista che si occupa, in particolar modo, di quelle tematiche che sono connesse ad una patologica fase del rapporto matrimoniale con un chiaro riferimento a quel che sarà la sua rottura e ai conseguenti diritti e doveri che derivano prima dalla separazione e poi dal divorzio stesso.

In virtù di questo, entrambi i termini sono sempre più utilizzati come sinonimi.

Non per nulla, entrambi si dovranno andare ad occupare di tutte quelle specifiche tematiche che sono connesse direttamente al diritto di famiglia e, nello specifico della separazione, del divorzio e delle eventuali problematiche che sono attinenti specificatamente all’affido dei figli, ossia l’affidamento esclusivo e l’affidamento condiviso.

Come scegliere il professionista giusto?

Può capitare a chiunque di trovarsi costretti ad affrontare problemi familiari e, alle volte, purtroppo questi sono oggetto di una aspra e dura contesa giudiziaria.

È innegabile che quando tutto ciò approda nelle aule di un tribunale, si tratta sempre di una tragedia umana. Infatti, non esiste nulla di maggiormente distruttivo che vedere “fatta a pezzi” la propria famiglia a causa di una separazione oppure di un divorzio, in special modo quando vi sono minori.

In presenza di tali avvenimenti, quindi, è fondamentale la presenza di un professionista specializzato in Diritto di famiglia. Ovviamente, proprio data la particolarità e la sensibilità dell’argomento è particolarmente delicata la scelta tanto di un avvocato matrimonialista quanto di un avvocato divorzista.

Dato che in ballo vi è sia il proprio futuro sia quello dei figli, forse, almeno in questo caso, i parametri di scelta non possono basarsi esclusivamente sul passa parola o sulla simpatia. La scelta, quindi, deve basarsi su un punto fondamentale ovvero essere certi che l’avvocato specialista di questo ramo giuridico sappia effettivamente difenderci in maniera adeguata. Va da sé che tra i parametri principali sui quali poggiare la propria ricerca vi devono essere aspetti quali, ad esempio, la specializzazione e l’esperienza in materia sia familiare e sia minorile.

Competenze sul diritto di famiglia

Senza voler mettere in discussione alcuna capacità professionale, un avvocato tuttologo non è proprio la figura necessaria in una materia così complessa, articolata e, soprattutto delicata.

In una tematica giuridica così particolare come lo è il Diritto di famiglia, dunque, è assolutamente necessario applicare norme deontologiche. Il Diritto è un qualcosa che è sempre in movimento, pertanto è importante trovare uno specialista proprio perché potrà essere aggiornato sulle varie dinamiche e poliedriche novità.

In conclusione, oltre che essere certi della sua preparazione professionale, sarà bene anche valutare il suo modo di approcciare a livello umano tutta la triste vicenda.

Avvocato divorzista Roma.

Cose importanti da sapere per la scelta del professionista giusto

avvocato divorzista roma
Avvocato Divorzista

In tutti i campi lavorativi, avere una specializzazione comporta sempre una maggiore preparazione e professionalità, soprattutto per un avvocato divorzista in un campo come quello dei rapporti familiari e matrimoniali in particolari, soprattutto alla luce delle recenti leggi e sentenze della Corte di Cassazione che vanno a incidere profondamente su questo istituto.

Oltre alla legge sulle unioni civili 76/2016, della quale tanto si è parlato, particolare importanza riveste ad oggi la recentissima sentenza 11504/17 in tema di mantenimento, che rovescia il normale orientamento giurisprudenziale finora tenuto.

Grazie a questa pronuncia infatti la Cassazione stabilisce nuovi parametri sull’assegno di divorzio: scompare il principio guida del tenore di vita goduto nel corso delle nozze, sostituito dal criterio dell’indipendenza o autosufficienza economica. Come a dire che il matrimonio non è più un’assicurazione sulla vita, quanto piuttosto, sono parole della stessa corte, un atto di libertà e auto-responsabilità.

Cambiamenti nella tutela del matrimonio

La tutela del matrimonio sta dunque cambiando. Non solo perché sono previste forme ad esso alternative e legislativamente regolate, che comunque non potranno mai essere tutelate (per scelta legislativa) come la normale unione matrimoniale – sia per i coniugi che per i rapporti che regolano anche altri soggetti che attorno ad esso direttamente o indirettamente gravitano – quanto perché anche la regina delle unioni non è più considerata una situazione definitiva, neanche in sede di assegno divorzile.

Cambiano i tempi, cambiano le condizioni. Per tutelare gli interessi delle persone, assicurare la migliore copertura patrimoniale e civile dei coniugi, stabilire un regime che protegga i figli e i familiari, un avvocato divorzista , specializzato più che nella nella creazione di un matrimonio nel suo scioglimento, si dedica esclusivamente a questo aspetto del diritto di famiglia, specializzandosi e restando costantemente informato, molto più di un avvocato civilista generico.

Un avvocato divorzista si occupano esclusivamente di questa materia e ne conosce le novità e i nuovi indirizzi prima degli altri.

Altra caratteristica importante per questi avvocati è che intervengono sempre prima che si verifichino situazioni spiacevoli.

Avvocati matrimonialisti e divorzisti infatti curano al meglio i casi a loro sottoposti, regolandoli in modo da limitare situazioni spiacevoli e salvaguardando sempre gli interessi delle persone in gioco.

Affidatevi dunque ad avvocati divorzisti specializzati in materia. Sono più preparati, non sostano più degli altri e soprattutto vi sapranno consigliare al meglio in ogni situazione, proteggendovi anche preventivamente.

Divorzio consensuale alla luce della riforma del 2015, similitudini e differenze

divorzio consensuale
Divorzio Consensuale

Tra le varie forme possibili di divorzio troviamo la forma cosiddetta del divorzio consensuale, locuzione che ormai, date le riforme introdotte dalla legge 55/2015, è da ritenersi obsoleta, sostituita dal termine “congiunto”.

Non è però soltanto un cambio di nome: le differenze infatti sono molte. Se prima di questa riforma vi erano due tipi di divorzio, quello giudiziale ed il divorzio consensuale, adesso ve ne sono “due e mezzo”, o tre se preferite, in quanto il divorzio congiunto può anche non essere pronunciato in tribunale. Ma andiamo in ordine.

Secondo la legge 898/1970 (che sta ormai mostrando i segni del tempo, vuoi per l’aumento costante di separazioni e divorzi vuoi soprattutto perché la nostra società e non poteva essere altrimenti non è più quella del 1970) le vie per il divorzio erano due: o d’amore e d’accordo o litigando. E di tempo, per litigare, ce n’era, dati i tre anni di separazione necessari per giungere alla richiesta di pronuncia di divorzio sempre con l’assistenza di un avvocato divorzista.

Divorzio consensuale

I motivi per aumentare le occasioni di dissenso erano molto evidenti, a cominciare dal capitolo figli, argomento che col tempo è stato temperato e rivisto, prevedendo adesso nella stragrande maggioranza dei casi l’affidamento congiunto, soprattutto nell’interesse della prole e nel fato di far partecipare entrambe le parti alla loro crescita, al contrario di quello che poteva avvenire (e spesso avveniva) nei vecchi divorzi.

Insomma, il legislatore ha preso atto di una cosa fondamentale. Oggi divorziare è normale. Chi va per i 50 invece ricorderà che fino agli anni’80 una famiglia con genitori separati o, peggio ancora, divorziati, era vista come un untore ai tempi della peste! Oggi non solo non fa più caso nessuno: le coppie strane sembrano quasi quelle che resistono!

La riforma del 2015

La riforma del 2015 ha semplificato decisamente le cose. Se le parti provengono da separazione consensuale. Oppure se hanno raggiunto un accordo congiunto di modifica delle condizioni di separazione in caso di procedimento giudiziale. La pronuncia (vedremo perché non ho volutamente usato il termine “sentenza”) di divorzio si può avere dopo soli 6 mesi. Mesi che diventano 12 in caso di separazione giudiziale.

La domanda deve essere presentata con ricorso al tribunale dove almeno uno dei due coniugi risiede. Il procedimento si svolge in una sola udienza in camera di consiglio.

La novità più grossa è data dal fatto che le parti possono accedere al divorzio autonomamente. Anche davanti all’ufficiale di stato civile. Senza la presenza di alcun legale, se non vi sono figli minori o bisognosi di speciale assistenza. Tra i vantaggi di questa soluzione i costi, decisamente più bassi rispetto all’opzione tribunale.

Divorzio giudiziale

divorzio giudiziale
Divorzio Giudiziale

Fra le forme di scioglimento del matrimonio (o di cessazione dei suoi effetti civili in caso di matrimonio concordatario) il divorzio giudiziale è quello che rende indispensabile la presenza degli avvocati e, di conseguenza, anche di un tribunale.

Presupposto di questo divorzio è l’intervento attivo della giustizia a sedare un contenzioso. Lungi dalla espressioni filoanglosassoni del “concedere il divorzio” (possibile perché in questi ordinamenti il matrimonio è simile ad un contratto e, come tale, possibile oggetto di rescissione, spesso regolato da accordi prenuziali), si ha divorzio giudiziale quando l’azione è intrapresa da uno solo dei coniugi, attivando quindi un procedimento in contenzioso. Dal punto di vista logico, non vi è differenza tra una causa intentata ai danni di qualcuno e questo tipo di divorzio. Dal punto di vista sostanziale invece le differenze sono molteplici.

Il presupposto quindi è che i due coniugi non siano d’accordo o a divorziare o a farlo a determinate condizioni. Il ricorso alla giustizia si inquadra quindi come una pronuncia che temperi gli interessi e le relative pretese.

Divorzio Giudiziale

L’organo competente a decidere in caso di divorzio giudiziale è il tribunale del luogo di residenza del convenuto. Secondo le normali regole del Codice di procedura Civile.

La prima fase, di tipo sommario, si svolge dinnanzi al Presidente del tribunale, il quale per legge è tenuto innanzitutto a tentare la conciliazione dei coniugi.

Nel caso, praticamente certo salvo veri e propri miracoli, che il tentativo abbia esito negativo, il Presidente ascolterà separatamente i due coniugi. Alla fine dell’audizione, questi emetterà ordinanza contenente i provvedimenti nell’interesse dei coniugi e degli eventuali figli. Fissa inoltre la data d’udienza e comparizione delle parti innanzi al giudice istruttore designato per l’avvio della seconda fase. Quella chiamata di merito. L’ordinanza infatti è un provvedimento per le questioni temporanee ed urgenti, lo strumento principe, per così dire, del processo civile.

La fase seguente, come detto quella di merito, si svolge secondo le regole tipiche del processo civile di cognizione. Per prima cosa infatti si istruisce la causa, ivi compresa una escussione testimoniale se richiesta. Questo per giungere al fine ad una pronuncia (sotto forma di sentenza) che può confermare o modificare il dettato dell’ordinanza. In quanto sentenza, il provvedimento è soggetto agli ordinari mezzi di impugnazione.

A onor del vero, va tuttavia detto che non sono molti i casi di divorzio giudiziale che terminano con sentenza. Se da una parte il procedimento ha inizialmente natura contenziosa, spesso la lite si trasforma in un accordo per un divorzio consensuale.

Una nota dolente di questo tipo di divorzio, oltre alle spese talvolta ingenti, è la necessità di un avvocato divorzista. Trattandosi di un vero e proprio processo contenzioso, la sua durata può essere anche alta. A seconda del tribunale che se ne occupa.

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